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La rivista Condition humaine / Conditions politiques propone di elaborare e di diffondere la ricerca francese e internazionale dedicata alle letture antropologiche del politico nei mondi contemporanei.

Questi ultimi sono caratterizzati da trasformazioni planetarie di ampia portata (ecologiche, sociali, digitali, economiche ecc.), che riconfigurano l’esperienza umana e, conseguentemente, l’idea dell’uomo come soggetto politico individuale e collettivo. I mondi contemporanei presentano l’emergere di nuove forme del politico che governano queste trasformazioni e chiedono di ripensare l’oggetto “politico” al di là delle sue stesse frontiere. Dalle forme di contestazione più o meno recenti – come i fenomeni di rivolta – all’immaginazione alternativa di mondi futuri – come quella di nuove autonomie – passando per la riconfigurazione dello Stato e di nuovi attori di governo in un’epoca di globalizzazione di norme e di flussi, ma anche di turbolenze e di rotture, si propone l’analisi che l’antropologia, associata a discipline affini, può proporre di queste trasformazioni radicali e di queste riformulazioni del politico.

Ad ora, nel panorama editoriale scientifico francese, questo sapere alternativo sul politico risulta frammentato e poco visibile.

Condition humaine / Conditions politiques si propone dunque di adottare e diffondere i metodi, gli approcci e i concetti dell’antropologia politica, basandosi sul metodo etnografico, sui saperi etnologici e storici in contesti vicini e lontani e sulla comparazione antropologica. Le sue frontiere disciplinari sono condivise con le altre scienze sociali e umane, storiche e politiche.

Facendo dialogare l’antropologia e tutti gli universi culturali o accademici che da essa attingono o attendono degli orientamenti, delle suggestioni, degli strumenti per cogliere le trasformazioni politiche delle nostre società, proveremo a rispondere alle sollecitazioni intellettuali e scientifiche del presente. Sono invitate alla riflessione le scienze politiche che cercano un ancoraggio etnografico e una lettura del politico multidimensionale e interconnessa ad aspetti sociali e culturali; la scienza storica, che con l’antropologia riflette all’alternanza di sedimentazioni e di rotture e alle forme complesse del tempo; la filosofia, che suggerisce una riformulazione dei concetti del politico in un mondo in profonda transizione e mutamento; la geografia che incontra l’antropologia nei giochi di scala e nelle articolazioni e disarticolazioni materiali e simboliche dello spazio. Inoltre, le scienze ambientali al tempo dell’antropocene, le scienze religiose in un’epoca di nuovi millenarismi; l’economia, nell’epoca delle grandi disuguaglianze e della domanda di un nuovo significato sociale nei legami economici. Non verranno sottovalutati i saperi locali, indigeni o popolari. Saremo attenti all’opinione pubblica e a tutto quello che contribuisce a costituire, nel presente e nel futuro, produzione sociale di un sapere o di un’intelligenza collettiva in relazione al vivere e all’orizzonte comune.

Attraverso la produzione di articoli e di saggi, entrano in sintonia o in contrasto i saperi disciplinari istituiti e l’indisciplina del mondo presente; il tempo medio e lungo della ricerca e i tempi delle sollecitazioni sociali come dei contesti studiati sul campo; la rimozione delle barriere della tradizione disciplinare francofona e il dialogo con il pensiero internazionale e con tradizioni alternative (minori, subalterne, post-coloniali, o più semplicemente emerse in altri contesti linguistici o universi culturali).

In questo senso, la rivista pubblica in lingua francese e in diverse lingue di alfabeto latino di diffusione europea e intercontinentale (inglese, spagnolo, italiano, portoghese), accompagnando gli articoli con riassunti esaustivi tradotti in francese e in inglese.